Casa San Vittore

La casa San Vittore accoglie l’iniziativa di Betzadi di offrire uno spazio e un tempo come dimensioni prioritarie dell’esistenza a chi desidera prendersi cura della propria persona e delle relazioni con se stesso, con gli altri e con Dio.

 

Qui si svolgono i corsi di formazione per la crescita e la maturazione personale e le esperienze di comunità attraverso momenti di studio-lavoro e di riposo-distensione, incontri di riflessione e preghiera o di guida al silenzio e alla meditazione.

 

Inoltre, i sacerdoti che vi risiedono, appartenenti alla famiglia religiosa dei Canonici Regolari Lateranensi, si rendono disponibili all’ascolto, all’accompagnamento spirituale e al dono della riconciliazione con Dio-Padre e Vita-Madre di tutti coloro che, per i diversi motivi della vita, si trovano a passare per questa casa o chiedono di soggiornare per qualche tempo in essa.

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La Storia

L’edificio, appartenente ai Canonici Regolari Lateranensi è costruito sui ruderi delle Terme di Traiano. La casa era allora anticamente la Chiesa di “S. Lucia” o della “Purificazione”: l’attuale facciata infatti conserva le linee classiche della Chiesa che le antiche stampe ci fanno ammirare. Presso il cancello d’ingresso dell'edificio si può ancora vedere il piccolo “oratorio” ormai interrato che altro non è che ciò che resta di un’altra antica chiesa chiamata “Santa Maria in Monastero”.

 

Intorno alla fine del XIX secolo, dopo che lo Stato, nell’incameramento dei beni religiosi, aveva sequestrato “l’orto di Santa Lucia” e la cosiddetta “Vigna di S. Pietro in vincoli”, i Canonici di quel tempo, oculatamente, ma spinti anche da sentimenti affettivi per una zona di loro proprietà per secoli, riuscirono a vincere l’asta, recuperando l’intero immobile. Il motivo della compera era stato quello di costruirvi una abitazione per i seminaristi. Tuttavia i confratelli cedettero in affitto lo stabile per alcuni anni, fino al 1949, quando nacque il Collegio San Vittore.

 

Il nome si rifà alla famosa abbazia di S. Vittore di Parigi, dove l’ideale canonicale, vita spirituale, liturgica e pastorale, ha avuto in rara sintesi, la sua realizzazione più perfetta. Per diversi anni la struttura, qualificata come Collegio internazionale, ha accolto i Professi e alcuni sacerdoti diocesani o di altri ordini che desideravano, nel tempo degli studi, fare esperienza di vita comunitaria. Non da ultimo va ricordato che la presenza dell’abate Giuseppe Ricciotti e di don Angelo Penna, entrambi insigni studiosi, ha regalato un certo prestigio alla casa.